UNO SPETTACOLO DI LUCIA FRANCHI, LUCA RICCI
CON GIORGIO COLANGELI, MANUELA MANDRACCHIA, FEDERICA OMBRATO
COSTUMI – MARINA SCHINDLER
SUONO – MICHELE BOREGGI, LORENZO DANESIN
LUCI – STEFAN SCHWEITZER
SCENA E REGIA – LUCA RICCI
TECNICI – PIERO ERCOLANI, NICOLA MANCINI
UFFICIO STAMPA – MARIA GABRIELLA MANSI
FOTO – ELISA NOCENTINI, LUCA DEL PIA
AMMINISTRAZIONE – RICCARDO ROSSI
PRODUZIONE – INFINITO
CON IL SUPPORTO DI REGIONE TOSCANA, MINISTERO DELLA CULTURA, ARGOT STUDIO ROMA, BIBLIOTECA AL CORTILE ROMA
Nell’ombra di una sala da pranzo, all’ora del caffè, in un’assolata domenica di agosto, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia.
Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni, incarichi di servizio e supposti vantaggi.
La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a se stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “i grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi.
“Un testo tagliente e incisivo con dialoghi serrati, spesso ricchi di humor e ironia ma anche drammatici, serviti dalla funzionale regia di Luca Ricci”. (Mario Cervio Gualersi, Beebez, 10.09.2023)
“La struttura del testo è frutto di un sapiente lavoro drammaturgico di costruzione sui personaggi che risultano ben misurati e bilanciati nella loro relazione”. (Vincenza Di Vita, motivazione di voto come miglior nuovo testo italiano al Premio Ubu 2023).


