venerdì 27 novembre 2026
h20.45
Annalisa Insardà
Parole femmine
di e con Annalisa Insardà
scene e costumi Cinzia Muscolino
musiche e voce Vittoria Iannacone
video e voce fuori campo Roberto Cassiani
produzione DRACMA – Centro di produzione teatrale
“Parole Femmine”, ancor prima d’essere uno spettacolo, è una tragicomica presa d’atto che parte da una riflessione allargata sul lavoro che la cosiddetta società civile sta portando avanti per adeguare il lessico di genere alla nuova realtà (o presunta tale) che va costruendosi, con evoluzioni e involuzioni, concretezze e voli pindarici, con richieste sacrosante ma anche pretestuose, non senza scontri, a volte anche feroci.
Lo spettacolo affronta con leggerezza, ironia e dissacrazione questa contemporaneità concentrata a ottenere nuovi equilibri e nuovi slanci, soffermandosi su alcuni argomenti, tutti declinati rigorosamente al femminile, che raccontano il motivo per il quale certe parole sono “necessariamente” femminili. Il riferimento a femminile e maschile, e alle loro diversità, è costante. Così come il riferimento ai concetti di parità e uguaglianza.
Le indagini riportate nel testo sono frutto di deduzioni autoriali, analisi antropologiche ed esperienze autobiografiche. La narrazione, come lo spirito di questo lavoro, è irriverente e leggera al contempo. Questa leggerezza narrativa cede il passo, nei tratti salienti di alcune tematiche, alla veemenza drammatica, per scendere con fermezza e durezza nel cuore del problema che rappresentano, laddove alcune “parole femmine” sono purtroppo piaghe a rischio di normalizzazione e accettazione sociale.
La regia ha adottato tre dimensioni sceniche: la narrazione diretta dell’attrice/autrice con il pubblico in sala, in un incedere ironico e quasi colloquiale; la dimensione audiovisiva e musicale, che apre parentesi drammaturgiche sui temi specifici attraverso videoclip di cui è protagonista la stessa attrice/autrice; e infine situazioni più teatrali, in cui la parola si fa carne viva e la parola “femmina” diventa fatto/atto umano universale, che merita “seriamente” qualche dibattito e qualche riflessione corale.
Durata 65’


