giovedì 07 dicembre 2023

h21.00

Roberto Latini

Venere e Adone

Siamo della stessa mancanza di cui sono fatti i sogni

Di: Roberto Latini

con Roberto Latini
musiche e suono Gianluca Misiti
luce e direzione tecnica Max Mugnai

Roberto Latini mette in scena, con la sua personalissima cifra, uno dei più sorprendenti miti delle Metamorfosi di Ovidio. Roberto Latini è attore, autore e regista tra i più acclamati dal pubblico e dalla critica in Italia; tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011, il Premio Ubu 2014 e 2017 e il Premio della Critica 2015. Latini porta in scena lo stesso argomento che scelse Shakespeare quando nel 1593 i teatri a Londra furono chiusi per la peste: Venere e Adone.

Tra quelli contenuti nelle Metamorfosi di Ovidio è certamente uno dei più sorprendenti: Adone muore nel bosco durante la caccia a un cinghiale e Venere stessa non può nulla oltre il presentimento che la consuma. Anche questo mito ci rivela che gli dei in tanti casi possono solo arrendersi al cambiamento; oppure lasciarsi sorprendere. Il corpo di Adone in terra svanisce nell’aria fresca del mattino e dal suo sangue in terra spunta un fiore bianco e rosso. Lo si potrebbe percepire come un “mito della primavera”, il mito della rinascita. Venere e Adone è la storia di ferite mortali, di baci sconfitti che non sanno, non riescono a farsi corazza, difesa. Anche Amore non può nulla. Anche Amore è incapace; è sfinito, è logoro, è vecchio. Sconfitto. Eppure, cadendo, fa un volo infinito.