11:54 è un evento in cui la parzialità di un’esistenza e di un orario preciso si fanno occasione per una ricerca condivisa; una palestra in cui imparare l’arte preziosa, soprattutto nell’era digitale in cui sembra difficile lasciare andare quello che si è perduto, di dimenticare. O ricordare. O scegliere, per chi rimane, chi si è o cosa si vuole essere.
Sinossi
11.54 chiude una ricerca pluriennale di Andrea Dante Benazzo sulla permanenza o perdita dell’identità quando trasmettiamo qualcosa di noi tramite documenti, archivi e oggetti. Punto di partenza: nove racconti ritrovati nel computer del padre dopo il suicidio, scritti durante l’ultima permanenza nel carcere di Bollate. Il pubblico (16 persone) è convocato attorno a un tavolo, luogo collettivo di lettura, ascolto e confronto sulla responsabilità di ciò che ci viene lasciato.

















