“Liaisons” Studio I per ”Groviglio, o l’elogio delle piccole cose”
Ricerche per adattare uno spettacolo pensato per uno spazio esterno e circolare ad uno spazio teatrale e frontale, verso un adeguamento a spazi e luoghi anche non convenzionali e atipici.
Lo spettacolo “Groviglio” nasce da una riflessione sull’essere. Chi sono? Chi sei ? Cosa siamo? Cosa resta della nostra umanità?
In questo progetto la compagnia Circ’Hulon esplora una figura fragile e nello stesso tempo forte di umanità che è il personaggio del clown.
Il clown parla all’umanità nella sua essenza, al di là di qualsiasi appartenenza culturale o sociale. Ne è lo specchio in tutte le sue sfaccettature. È questo che costituisce la ricchezza e l’universalità del suo essere. E raggiunge l’apice della sua arte quando il pubblico si riconosce in lui e reagisce.
Più eterogeneo è il pubblico, più diverse saranno le reazioni e le interazioni. Il clown può allora trovare la forza di unire, perché ridere, piangere o cantare insieme crea un legame profondo. Raggiungere il pubblico più eterogeneo è per noi un imperativo artistico.
Per questo abbiamo deciso di rendere questo nuovo progetto capace di raggiungere tutti i luoghi in cui uno spettacolo possa arrivare a creare legami e continuare così ad operare la “catharsis” attraverso l’arte ed il teatro.
Lo spettacolo “Groviglio” é stato immaginato in una struttura esterna circolare (palco: pista e gradinata),
ma prenderà la forma di uno spettacolo capace di adattarsi ad ogni spazio: interno/esterno, attrezzato/non attrezzato, rappresentazione notturna/diurna, piccola o grande piazza, casa, giardino, sala o teatro.
Una replica differente in ogni contesto, una replica che crea un evento: questo è il potere della sua natura effimera. L’effimero crea un’intensità del presente e amplifica la potenza dello spettacolo dal vivo. Permette incontri straordinari.
Cominceremo questo lavoro di ricerca, che sarà lungo ma prezioso per noi, con questo periodo di residenza in teatro, spazio privilegiato che permetterà una ricerca precisa e profonda.
La nostra ricerca si concentrerà sui momenti che più di altri nel lavoro di regia sono stati immaginati per uno spazio esterno circolare come per esempio la scena finale che prevede un passaggio di fili tra il pubblico e i protagonisti simbolo di un’unione profonda tra gli spettatori e gli attori.
Come creare questo momento di unione circolare in uno spazio frontale?
Attraverseremo tutte le scene fin’ora presenti in “Groviglio” per fare in modo che siano eclettiche e capaci di adattarsi ad ogni contesto e pubblico senza renderle rigide, ma piuttosto capaci di essere permeabili agli scambi, cambiamenti e improvvisazioni di ogni nuova replica.
“Liaisons” Studio I di Lucia Pennini, Antoine Hulon / Compagnia Circ’Hulon









