Un principio di perturbazione visiva che si traduce in un’operazione antropologica fondamentale: la centralità dell’agenzia femminile.
Sinossi
Il progetto indaga la tecnica del balletto classico separandola radicalmente dalla sua dimensione storica, patriarcale e rappresentativa, per osservarne esclusivamente la struttura relazionale come pura tecnologia anatomica.
L’obiettivo è scardinare un sistema coreografico fondato su centralità, controllo e organizzazione gerarchica del movimento e trasformarlo in un dispositivo capace di accogliere principi derivati dai sistemi ecologici complessi e dall’intelligenza distribuita.
La drammaturgia si radica nel contesto della Calabria, assumendo il fenomeno della Fata Morgana, rifrazione ottica e inversione dell’orizzonte, come metafora coreografica.
Guidata da un ensemble misto, l’opera riprende la matrice del matriarcato calabrese come forma sociale comunitaria. La danza diventa un ecosistema in cui il movimento e il virtuosismo emergono da processi orizzontali di ascolto, propagazione delle informazioni, adattamento e negoziazione reciproca tra i corpi, dove i performers gestiscono dall’interno le relazioni in uno stato di piena indipendenza decisionale.
Progetto selezionato per la Sezione Danza del Bando C.Re.A. 2026, con una selezione curata da Virgilio Sieni, direttore artistico del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze











