CORO - Amalia Franco

La Terra Galleggiante

CORO

di e con Amalia Franco

Di: Amalia Franco

Di e con: Amalia Franco
Scenotecnica: Gianluca Vigone
Musiche: Fabio Orsi
Marionette: Amalia Franco
Luci: Michele Di Erre
Drammaturgie da: William Williams, Cristina Campo, Donata Amico, Antonio Pasqualino, Ildegarda Di Bingen, Fernando Pessoa, Dino Campana, Pavel
Sguardi esterni: Cristina Grazioli, Francesca Cinalli, Erika Di Crescenzo
Produzione: La Terra Galleggiante
Coproduzione: Lavorare stanca e Botti du Shcoggiu
Sostegno e residenza: RAMDAM, un Centre D’Art
Progetto finanziato da: U.E. e Goethe-Institut
Riprese e montaggio: Mariano Monea

Progetto vincitore di CURA, con il sostegno di DRACMA Teatro, Teatro Akropolis, Mirabilia, IDRA Teatro.

«Uno per tutti, tutti per uno, Coro, o frotta scalcagnata, schiera angelica, eroi senz’arme. E tutti insieme / non come avvinti / (sebbene sempre avvinti) / ma eretti / quasi sospesi / dall’alto alle correnti … / finché fiore non tocca / fiore / torno torno / con le punte dei petali / fuse in un solo fiore»

Sinossi

Nella commistione tra la danza, il teatro di figura e la parola, l’artista esplora il Coro come entità fisica, sentimentale e di pensiero. Nella sua manifestazione più evidente il Coro è una pacifica masnada di marionette dedita a un movimento continuo e mai uguale di salita e discesa, ascesi e gravità: una specie di popolo, eterno e senza storia, come gli angeli o come la plebe. Nel Coro è impossibile distinguere ciò che è unico da ciò che è replica: ogni marionetta è sempre la stessa e testimonia sempre il coro attraverso la propria forma singolare di creatura che striscia e che vola, canticchia e si contorce, muore e si eterna.

Il cubo è lo spazio di quest’incontro: lo spazio nello spazio e il teatro nel teatro, l’artificio, specie di baracca di marionette, oggetto cosmologico e macchina teatrale che muove e danza le figure. In questo andirivieni tra il visibile e l’invisibile, tra l’uno e i tanti, tra il cielo e la terra, avremo una guida: il Poeta, o il Buffone, specie di Caronte zoppo, che attraversa questo inframondo materico fatto di figure e parole d’amore.

Le ispirazioni attingono da una parte alle icone ortodosse e all’iconostasi — la tensione alla verticalità, il sentimento panico del Tutto, la soglia sull’abisso — e dall’altra all’Opera dei pupi siciliani, proliferazione di voci, opera dei tanti, coro incarnato dal puparo. Coro prova a situarsi al crocevia tra lo spasimo verticale delle icone e il moto orizzontale dell’Opera, in un’elegia dei tanti nel segno dell’affratellamento.

Elementi scenici

Il cubo (circa 3×3 m, macchina teatrale / iconostasi), le marionette (altezze indicative ~67 cm e ~130 cm, costruite sul tipo del pupo siciliano ma senza armatura), la danzatrice, il cavallo (~50 cm), le icone e i pupi, il suono e la luce. Scarpe sonore dal flamenco per la dimensione ritmica.

Residenze produttive

  • Prima residenza: RAMDAM, un Centre d’Art — Lione
  • Seconda residenza: VersoSud Ecosistema — Corato

Video

🎬 Video (residenza C.Re.A.): https://youtu.be/-wfOBcRovdU

Studi e «figure del Coro» (dalla scheda artistica):
Studio: https://youtu.be/K8_siMXMgj4
Le figure del Coro: https://youtu.be/HU0YfXBgka4 · https://youtu.be/PjVj48DrDag · https://youtu.be/iTdW5IrGA_Q · https://youtu.be/8tE8chW6RUk

Contatti referente

Amalia Franco — tel. 0039 333 4904043 — amaliafranco.t@gmail.com — amalia-franco.tumblr.com

Residenza artistica C.Re.A. / annualità 2025, con il sostegno di DRACMA Centro di produzione teatrale – MIC, Regione Calabria e Comune di Polistena (RC).